Mi sono spostata a Tulum circa una settimana fa, e qui rimarrò fino a febbraio, dato che il freddo del Chiapas è decisamente pungente di questi tempi. 

Pertanto, tornerò a San Cristobal tra un paio di mesi, e nel mentre mi godrò il mare e il calore dei Caraibi. 

I primi giorni qui a Tulum sono trascorsi tra incertezza, ricerca di alloggio e moto (necessaria per spostarsi), e nella più semplice considerazione, se “Tulum sì, o Tulum no. “

Per il momento, è un NI. Pertanto, decido di mese in mese, e vedo se rimarro’ anche a gennaio, o se mi sposterò da qualche altra parte, dato che ho sentito che Puerto Morelos è piu’ piccolo e probabilmente piu’ sulla mia lunghezza d’onda. 

Nella valutazione di un posto in cui stare come nomade, considero sempre diversi fattori: qualità della vita, specialmente a livello di rapporto qualità prezzo, presenza o meno di una comunità di anime affini alla mia, bellezze naturali… e in tutto questo, Tulum è decisamente un NI. 

La comunità spirituale c’è, ma spesso si trova quel tipo di spiritualità californiana ed esagerata, a me poco affine, le infrastrutture ci sono, ma sono care e spesso non all’altezza di quello che offrono, la natura e le bellezze ci sono, se si chiude un occhio (ma anche due) sulle brutture edilizie che sorgono ovunque, senza criterio alcuno. 

Però esiste una ragione se Tulum è Tulum, ed è stata così tanto presa d’assalto in questi ultimi anni, e la ragione è senza dubbio la sua bellezza senza precedenti, tra mare, i cenotes, natura selvaggia e rigogliosa.

E per quanto riguarda le anime affini, si trovano sempre, ovunque voi siate.. 

A volte lavorare come nomadi digitali, non ve lo nascondo, può essere un’esperienza un po’ in solitaria, ma se vi armate di pazienza, trovate co-working e partecipate ad eventi, e abbandonate la timidezza, potete trovare amici dappertutto. 

In ogni caso, e nonostante le parti negative, i caraibi a dicembre non li cambierei con niente. 

Un abbraccio a tutti.